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A cura dello staff del Centro Formazione Moneta

 

Fine marzo 2016 sarà avviato nella nostra sede di Cocquio Trevisago un corso per Operatore Socio Sanitario.

Siete curiosi di sapere di cosa si tratta? Qui sotto vi spieghiamo in 5 semplici punti chi è l’OSS e come si può accedere al nostro corso.

 

1. Profilo professionale e ambito di attività

L'OSS è un operatore sanitario che svolge attività indirizzate a soddisfare i bisogni primari della persona in un contesto sociale e sanitario e a favorire il benessere e l'autonomia della persona.

Le attività possono svolgersi in servizi di tipo socio assistenziale, in ambito ospedaliero, residenziale e domiciliare. 

Negli ambiti delle attività e delle competenze individuate, l'Operatore Socio Sanitario:

  opera in quanto agisce in autonomia rispetto a precisi e circoscritti interventi

  coopera con altri professionisti (infermieri professionali, terapisti della riabilitazione, dietologi, educatori professionali, ecc.)

 

2. Chi può frequentare il corso

Per partecipare al corso di formazione sono richiesti i seguenti requisiti:

 18° anno d'età alla data di iscrizione al corso

possesso di:

diploma di scuola secondaria di secondo grado o qualifica di durata almeno triennale

qualifica professionale rilasciata al termine di percorsi biennali di prima formazione o qualifica ASA o OTA

per i cittadini stranieri, oltre ai requisiti sopra indicati, è richiesta:

 per gli extracomunitari la dichiarazione di valore, documento rilasciato dalla rappresentanza diplomatico-consolare italiana nel paese al cui ordinamento appartiene la scuola che ha rilasciato il titolo (non possono essere accettate eventuali dichiarazioni di valore rilasciate dalle rappresentanze straniere in Italia)

per i comunitari è sufficiente presentare la sola traduzione asseverata qualora l’Ente sia in grado di esprimere il giudizio sul livello del titolo di studio e sulle competenze acquisite; è richiesta, inoltre, capacità di espressione orale e scritta e grado di conoscenza e comprensione della lingua italiana, valutati attraverso un test di ingresso. 

 

3. Durata del corso

Il corso di operatore socio-sanitario ha durata annuale per un totale di 1000 ore di lezione che comprendono:

450 ore di teoria
100 ore di esercitazioni 
450 ore di tirocinio

 

 4. Modalità di accertamento delle competenze

La frequenza ai corsi è obbligatoria e non sono ammessi alle prove finali coloro che hanno superato il tetto massimo di assenze fissato nel 10% delle ore complessive.
Nel caso di assenze superiori al 10%, il corso si considera interrotto dall'allievo e la sua eventuale ripresa nel corso successivo e il riconoscimento delle ore già svolte avviene secondo modalità stabilite dall'Ente di formazione.

E' necessario avere ottenuto una  valutazione positiva della parte teorica e il positivo superamento della fase di tirocinio certificato dal tutor aziendale e dal tutor formativo, con schede descrittive del livello raggiunto e sintesi di giudizio finale.

L'esame si svolge alla presenza di una Commissione nominata da Regione Lombardia.

La qualifica di operatore socio-sanitario (OSS) è requisito indispensabile per poter lavorare nei settori di competenza ed è un titolo valido su tutto il territorio nazionale.

 

5.Titoli pregressi e percorsi didattici di riqualifica in OSS

Le persone in possesso di un titolo di ASA o OTA conseguiti in Regione Lombardia possono accedere a corsi di formazione della durata di 400 ore per la riqualificazione in OSS. Il richiedente deve presentare la richiesta direttamente all'Ente di formazione. L'Ente può attivare percorsi di 400 ore o inserire le persone in moduli di 400 ore all'interno di percorsi OSS completi (1000 ore).

Intervista a cura di Generoso Simeone – responsabile ufficio stampa Fondazione Sacra Famiglia

 

Il Centro Formazione Moneta è attraversato da importanti cambiamenti, che lo porteranno ad aumentare sensibilmente la propria attività verso l'esterno. Ne abbiamo parlato con il suo direttore, Alessandro Palladini.

Quali sono le linee di attività su cui intende muoversi il Centro Formazione Moneta?

Una prima linea di attività riguarda i corsi base. Stiamo parlando di corsi Asa e Oss su cui il nostro centro ha già maturato negli anni una sua competenza. Ora siamo chiamati a riproporli non solo a Cesano Boscone, ma anche nelle altre sedi. Una seconda area di attività è costituita dai corsi specialistici perché all'interno della Fondazione abbiamo tanti saperi che potrebbero trovare nel centro di formazione un'opportunità di valorizzazione anche all'esterno. Un terzo ambito di attività è relativo alla cosiddetta capacità di progettazione e rendicontazione. In questo caso, si tratta spesso di formazione finanziata, che è consentita al nostro Centro in quanto siamo un ente accreditato con Regione Lombardia. Cioè titolato a rilasciare attenzioni legate a percorsi di studio certificati. È in questi ambiti di attività che svilupperemo nel prossimo futuro l'offerta del Centro.

In particolare cosa vi proponete sui corsi Asa e Oss?

Come già accennato vogliamo proporre i corsi in molte delle nostre sedi. Questo permetterebbe loro di valorizzare i propri legami con il territorio anche perché la domanda di questi è tipicamente legata a una territorialità ben delimitata e specifica. Finora questa è stata un'opportunità che la Sacra Famiglia ha sfruttato solo parzialmente, ma rappresenta un'importante linea di sviluppo. Nel fare ciò dovremo tener conto della normativa regionale di accreditamenti. Stiamo verificando caso per caso i margini per poter attivare corsi di questo tipo.

Ci fa degli esempi di corsi specialistici che vorreste mettere in cantiere?

Sicuramente una linea di attività oggi più matura per la Fondazione è rappresentata dall'autismo. Per noi è un'eccellenza non solo in termini di servizi, pensiamo al counseling per l'autismo che è partito nel corso dell'anno, ma anche in termini di competenze che possono essere valorizzate da un punto di vista formativo. Siamo convinti che non sia l'unico ambito di attività per il quale sia possibile organizzare seminari, corsi di lunghezza più o meno breve fino a pensare a veri e propri master, ma abbiamo anche altri saperi. Ne citiamo alcuni: dalla salute in movimento alle competenze da noi acquisite in termini di cure palliative, fino alla gestione di emergenze di natura sanitaria.

La formazione finanziata ha un ruolo importante nel settore socio-sanitario. Ci spiega come funziona?

In base alla normativa nazionale tutti gli enti sono chiamati a contribuire con lo 0,3 per cento del monte salari annuali a dei fondi paritetici ovvero dei fondi partecipati dai datori di lavoro e dalle organizzazioni sindacali. Questa contribuzione è obbligatoria, per cui ogni anno ciascuno versa delle risorse che sono vincolate ad attività formative. Risorse che diventano un patrimonio in termini di possibilità che si aprono per organizzare corsi.

Dunque quali prospettive si possono aprire in questo senso?

Molti fondi, tra cui quello cui attualmente è iscritta Sacra Famiglia, stanno passando al cosiddetto conto-azienda. Cioè si va da una modalità di funzionamento dove le risorse vengono erogate tramite bandi, con tutta l'incertezza legata al finanziamento e all'essere tra gli enti con il punteggio maggiore, a quello che viene chiamato, appunto, conto-azienda. Si tratta della possibilità, per ciascun ente, di poter utilizzare le risorse che annualmente vengono erogate al fondo. Questo garantisce tanto la certezza di poter contare su delle risorse effettive quanto la diminuzione degli oneri di rendicontazione perché in ultima analisi sono risorse dell'ente. In questo modo si aprono delle ulteriori possibilità nel poter consentire, agli enti accreditati come il nostro Centro di formazione, di potersi proporre come ente di progetto e di erogazione per i conti-azienda anche di altri enti, magari di dimensioni più piccole e che non hanno al proprio interno le capacità per poter di fatto utilizzare le risorse che annualmente versano.

In sintesi, quale sforzo è richiesto al Centro Formazione Moneta nei prossimi mesi?

È richiesto uno sforzo di cambiamento importante non dissimile dalle tante fatiche e dai tanti investimenti organizzativi che molte delle nostre aree stanno già facendo. In particolare, dovremo cambiare il nostro stesso modo di considerarci. Perché da ente meramente al servizio delle necessità interne, che comunque continueranno a essere riguardate e tutelate, diventeremo sempre più un centro di profitto in tutto e per tutto, quindi con la necessità di dover stare sul mercato e di confrontarsi con altre realtà che erogano formazione in un contesto tra l'altro fortemente competitivo.

A cura di Chiara Zuccarini - Pediatra presso l’Unità di riabilitazione dell’età Evolutiva Santa Maria Bambina

 

CONVEGNO A MILANO LO SCORSO 7 OTTOBRE

Nutrire e alimentare nella fragilità Esperti e studiosi a confronto sul rapporto tra cibo e bambini con disabilità

 

La formazione è parte integrante del nostro lavoro ed è occasione di confronto con altri professionisti che, venendoci ad ascoltare, si interrogano e ci interrogano su problematiche sanitarie non solo importanti, ma di rilevanza nell’operato quotidiano del medico dell’infermiere e dei tecnici della riabilitazione. Quest’anno l’Expo ha fatto riflettere tutti noi sull’importanza del cibo e del nutrirsi, ed è per questo che abbiamo scelto di realizzare un evento formativo sulla nutrizione e alimentazione della persona fragile con polipatologia. Il convegno “Nutrire e alimentare nella fragilità” si è tenuto lo scorso 7 ottobre a Milano. Abbiamo invitato esperti, ormai amici della nostra Fondazione, a esprimersi sui temi della nutrizione da più punti di vista volendo creare una giornata ricca non solo di riflessioni scientifiche, ma anche di una puntuale informazione alle famiglie dei soggetti fragili. Siamo dunque partiti, dopo un’accurata introduzione ai lavori da parte del professor Fabrizio Pregliasco, dall’analisi delle necessità nutrizionali dei bambini affetti da paralisi cerebrale infantile, considerando i fabbisogni di crescita, di risposta alle situazioni di malattia e disagio e della difficoltà nell’alimentarsi, che questi nostri bambini presentano fin dalle più piccole età. Stimoli di riflessione sulla prescrizione nutrizionale e suggerimenti di strategie alimentari sono stati espressi nella relazione del dottor Galluzzo, pediatra di grande esperienza ed esperto di nutrizione infantile. Successivamente sono state analizzate le problematiche correlate alla disfagia e alle possibilità di riabilitazione secondo le linee guida più recenti grazie alla presenza del dottor Schindler grande esperto di riabilitazione otorinolaringoiatrica che ha proposto una riflessione estremamente pratica e operativa sulle modalità per affrontare le difficili sfide quotidiane che la difgagia ci impone. Abbiamo visto anche nell’intervento della logopedista quanto tali protocolli di intervento vengono messi in pratica nelle esperienze riabilitative effettuate presso il nostro Centro diurno Santa Maria Bambina, corredata da filmati che illustrano le sedute. La sezione pomeridiana si è aperta con l’introduzione del nostro presidente, don Vincenzo Barbante, che ci ha fornito una riflessione profonda sul senso e ruolo del Cibo per l’Uomo, e ha sottolineato l’impegno della Fondazione nella vicinanza ai pazienti affetti da problemi nutrizionali e alle loro famiglie. Questa sezione è stata ricca di interventi, con un’interessante analisi del Dr Moderato sulle problematiche e le possibili soluzioni nelle difficoltà d’alimentazione dei bambini autistici che spesso rendono estremamente difficoltoso per le famiglie riuscire a rispettare i fabbisogni alimentari dei propri figli e di un loro inserimento nei momenti di socialità. In questo quadro diventa fondamentale la comunicazione sanitaria tra operatori e tecnici sanitari e le famiglie sulle esigenze nutrizionali, le modalità di alimentazione e i possibili scenari di difficoltà e patologie conseguenti alla patologia di base. Tale aspetto è stato affrontato dal dottor Ghelma responsabile del Servizio DAMA dell’Ospedale S. Paolo di Milano, servizio che ormai da anni è aperto e dedicato alle necessità dei soggetti fragili di ogni età e patologia garantendo anche un importante servizio di rete con i medici del territorio e delle strutture riabilitative e comunque dedicate alla fragilità. La sua è stata una vivida testimonianza non solo sulle problematiche di per sé, ma anche su come sia difficile curare e gestire situazioni cliniche che possono, se lasciate a sé stesse, scompensarsi e portare a gravi conseguenze il piccolo paziente. La nutrizione è unita all’alimentazione e quindi alla necessità di poter contare sulle aziende che pongono la loro qualità di servizio alle strutture e ai punti di nutrizione delle mense scolastiche. Per tale motivo c’è stato un intervento della Pellegrini, azienda di ristorazione presente non solo nella nostra realtà, ma anche su una vasta area del territorio con mense scolastiche e punti di ristoro a cui i nostri pazienti possono accedere con le loro famiglie. La comprensione delle problematiche dei soggetti fragili fa sì che possa avvenire una miglior integrazione con la vita del territorio. La giornata si è chiusa con la testimonianza dell’Opera San Benedetto presente nel territorio di Buccinasco e che da tempo esercita una proficua funzione di tutoring famigliare per le famiglie di bambini fragili. Posso sicuramente concludere affermando che questo evento ha voluto essere non solo un momento ricco e interessante dal punto di vista scientifico, ma anche uno spunto di riflessione per fornire strategie operative nuove a chi opera nella fragilità e una vicinanza veramente sentita alle famiglie per le quali tutti noi lavoriamo quotidianamente.

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Centro Formazione Moneta

Via Nazario Sauro,3
20090 - Cesano Boscone (MI)
Tel: +39 02 4581673
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